Se la Terra rallenta... aumentano i terremoti?

Gli scienziati avvertono che potrebbero esserci terremoti più gravi nel 2018 a causa di un rallentamento nella rotazione terrestre

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02 Dicembre 2017

Anche se non è assolutamente percepibile, a volte la rotazione della Terra rallenta. Certo, le fluttuazioni sono minime – un millisecondo qua o là –, ma due geofisici pensano che l'anno prossimo potrebbero esserci terremoti più distruttivi proprio a causa di questo fenomeno e forse questi piccoli cambiamenti potrebbero aiutarci a prevederli.

Gli scienziati, per decenni, hanno tenuto traccia delle minuscole modifiche nel corso della durata di un giorno sul nostro pianeta: a volta si guadagna un millisecondo, a volte se ne perde uno. Mutamenti infinitesimali che possono avere un impatto enorme su di noi, essendo coinvolti, per esempio, nel rilascio di grandi quantità di energia sotterranea.

Rebecca Bendick della University of Montana e Roger Bilham della University of Colorado, Boulder hanno presentato la loro idea in merito in una ricerca pubblicata da «Geophysical Research Letters» a fine estate e durante l'incontro annuale «The Geological Society of America» di ottobre.

Secondo quanto detto dai ricercatori, i rallentamenti nella rotazione terrestre hanno corrisposto ad aumenti globali di terremoti di magnitudo sette o maggiori nel corso dell'ultimo secolo. Quindi, secondo questa teoria, subito dopo l'inizio dei rallentamenti, la Terra spesso vede dai due ai cinque terremoti più grandi del solito.

Bendick ha detto che è consapevole che la connessione potrebbe sembrare folle, ma molti altri scienziati ne sono affascinati, anche perché, sulla base della ricerca, la Terra dovrebbe subire cinque terremoti più grandi rispetto alla media a partire dal 2018. E quindi noi potremmo avere un nuovo strumento per la previsione dei terremoti.
Staremo a vedere.