Molluschi contro il riscaldamento globale

Le patelle affamate proteggono gli ecosistemi dal cambiamento climatico

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07 Dicembre 2017

Le patelle sono molluschi gasteropodi, piccole creature simili a lumache e, anche se può sembrare assurdo, fanno un lavoro davvero unico contro il cambiamento climatico. Il merito che hanno è quello di avere fame e quindi di mangiare. Quello che succede è che il consumo degli erbivori rafforza la resilienza dell'ecosistema in parte perché crea spazio per altre creature, rendendolo più diversificato e resistente alle pressioni delle temperature in aumento.

La zoologa Rebecca Kordas, che ha da poco pubblicato una ricerca sulla rivista «Science Advances», ha studiato l'impatto positivo delle patelle sull'ambiente osservando alcune zone interdette durante l'estate calda e controllando la salute di altre creature in quel particolare ecosistema. Ha scoperto che le stelle marine, gli anemoni, le cozze, i cirripedi e le alghe si sentivano bene quando c'erano anche le patelle; quando non c'erano, le popolazioni degli altri animaletti non erano così robuste.

«Quando le patelle facevano parte della comunità, gli effetti del riscaldamento erano meno pesanti», ha detto la Kordas.

Il principio secondo cui i consumatori influiscono sullo spazio disponibile in un ecosistema, alterando così la biodiversità, può essere visto anche in situazioni macro. Per esempio, quando i lupi furono reintrodotti nel Parco Nazionale di Yellowstone, la popolazione delle alci è stata ridotta, consentendo agli organismi più piccoli di prosperare dove in precedenza gli era stato impossibile vista la presenza delle alci. Allo stesso modo, le lontre di mare servono a controllare la popolazione dei ricci nelle foreste di alghe, che proteggono le coste dalle condizioni estreme.

Il punto della storia raccontata dalla Kordas, quindi, va oltre la patella, ha a che fare con la conservazione degli ecosistemi, attuata preservando i consumatori – sia erbivori che predatori.

«Gli ecosistemi degradati», ha detto la Kordas «dove le specie sono state eliminate, ad esempio a causa del raccolto o della pesca, non reagiranno bene quando saranno stressati dalle temperature crescenti».