L'acqua nascosta sotto la superficie della Luna

Una nuova scoperta ribalta l'idea che l'interno della Luna sia asciutto

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Il merito di aver individuato numerosi depositi vulcanici che potrebbero indicare grandi quantità di acqua intrappolata sotto la superficie lunare va a un nuovo studio che è stato pubblicato sulla rivista «Nature Geoscience» e che ha spiegato che questi antichi depositi sono considerati come bolle formate dall'eruzione esplosiva di magma dalle profondità della Luna. Come risultato di questa scoperta, gli scienziati stanno formulando una nuova teoria secondo la quale la superficie lunare è in realtà ricca di acqua – non asciutta come si pensava in precedenza.

Come ha spiegato Milliken, professore associato presso del Dipartimento di Scienze Ambientali e Planetarie della Brown University che ha condotto lo studio, si è dovuto capire se i campioni prelevati da Apollo rappresentassero le condizioni della maggior parte dell'interiore lunare o se, invece, fossero solo regioni inusuali di ricchezza d'acqua all'interno di un mantello altrimenti «asciutto». Guardando i dati orbitali e potendo quindi esaminare i grandi depositi piroclastici che non erano mai stati campionati durante le missioni lunari, si è potuto notare il fatto che quasi tutti esibissero firme di acqua e questo ha suggerito che i campioni di Apollo non erano anomali e che l'interno profondo della Luna è veramente pieno di acqua.

Ora che sono state ottenute le prove, le teorie sulla formazione della Luna si stanno evolvendo: l'origine esatta di questa acqua è la grande domanda che adesso bisogna affrontare.
La ricerca avrà implicazioni enormi sulle esplorazioni lunari future: anche se i depositi non sono grandi, le bolle contengono molta acqua, il che significa che potrebbe essere estratta e questo potrebbe evitare che gli esploratori debbano portarsene un sacco dalla Terra.
Un grande passo in avanti. E molte cose ancora da scoprire.