Troppo lavoro può davvero far male al nostro cuore?

Un nuovo studio ci avverte che le lunghe giornate di lavoro possono far aumentare il rischio di malattie cardiovascolari

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A quanto raccontato da uno studio pubblicato su «The European Heart Journal», lavorare per troppe ore può portare a problemi di fibrillazione atriale o di battiti cardiaci irregolari, che poi possono a loro volta condurre a gravi complicazioni cardiovascolari. 

Gli scienziati che hanno seguito la ricerca hanno scelto 85.494 uomini e donne provenienti da Gran Bretagna, Danimarca, Svezia e Finlandia, che non avevano nessun problema di fibrillazione atriale, e li hanno seguiti per 10 anni, valutando le ore di lavoro all'inizio dello studio e poi registrando tutti gli incidenti di fibrillazione atriale con elettrocardiogrammi, registrazioni ospedaliere, documenti medici e certificati di morte.

Dopo aver regolato molte variabili – il sesso, lo stato socioeconomico, l'obesità, il fumo, l'uso di alcol, le malattie respiratorie, il diabete, l'ipertensione, la depressione e altre –, gli scienziati hanno valutato che più erano le ore di lavoro, maggiore era il rischio di problemi al cuore. Rispetto alle persone che avevano lavorato dalle 35 alle 40 ore settimanali, quelli che avevano lavorato più di 55 ore presentavano un aumento del 40% del rischio di fibrillazione atriale.

Nonostante i limiti dello studio – ovvero il fatto che l'orario di lavoro è stato valutato solo una volta tra i partecipanti, che l'esperimento non ha tenuto conto del tipo di lavoro o del tipo di turno – e fermo restando che ci sono molti altri fattori che contribuiscono al rischio di fibrillazione atriale, quello i ricercatori hanno rivelato è che le ore di lavoro incidono sul cuore in maniera davvero importante: il rischio che comportano è di dimensioni simili a quelle associate ad ipertensione, diabete, obesità e insufficienza cardiaca.

Qualcosa su cui vale davvero la pena di riflettere.