Nuova tecnica di biostampa in 3D per tessuti viventi

Gli scienziati hanno sviluppato un nuovo metodo per stampare tridimensionalmente tessuti e organi che comporta maggiore integrità, dettaglio e precisione

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11 Novembre 2017

La tecnologia di stampa 3D ha compiuto notevoli passi in avanti negli ultimi anni: quello che è iniziato come uno strumento per la produzione di piccoli oggetti ora può ora essere utilizzato per creare alimenti, costruire case e anche stampare tessuti e organi artificiali.

Quest'ultimo processo, noto come biostampa 3D, è quello su cui ha lavorato un team di ricercatori dell'Università di Oxford al fine di sviluppare un nuovo metodo che prendesse la biostampa e la portasse a un livello successivo – lo studio è stato pubblicato sulla rivista «Nature Communications».

La sfida più grande per i ricercatori era quella di far sì che i tessuti artificiali che stavano stampando mantenessero la loro forma: le cellule sono propense a muoversi nella struttura stampata e collassano su loro stesse. Per evitare ciò, il team di Oxford ha messo le cellule in contenitori che erano gocce della grandezza del nanolitro, avvolte in un rivestimento di lipidi: grazie al supporto strutturale fornito dal contenitore, i tessuti sono riusciti a mantenere la loro forma e le singole cellule hanno potuto sopravvivere anche più a lungo.

Siccome questo nuovo metodo permette di costruire i tessuti una goccia alla volta, i ricercatori possono utilizzarlo per imitare ancora meglio i tessuti naturali, replicando la complessa architettura cellulare del tessuto nativo grazie a una gamma di cellule che comprendono anche le staminali.

I ricercatori di tutto il mondo hanno già fatto notevoli progressi nella biostampa e nella sua applicazione alla medicina rigenerativa, ma permettendo la produzione di tessuti complessi, la squadra di Oxford potrebbe rivoluzionare ancora di più questo ambito, consentendo la riparazione o la sostituzione di complicate parti del corpo malate e danneggiate.

A quanto dicono i ricercatori, in futuro si potrebbero anche creare trattamenti personalizzati che utilizzano cellule provenienti dai pazienti per imitare o migliorare la funzionalità del tessuto e sviluppare tecniche di stampa complementari che consentano l'utilizzo di materiali vivi e ibridi aggiuntivi. Inoltre, al contempo, gli scienziati stanno esplorando la produzione dei loro tessuti artificiali su scala industriale.