Il gioco d'azzardo non è mai "responsabile". Parola dello psicoterapeuta

La probabilità di fare 6 al Super Enalotto è di 1 a 622 milioni. La probabilità di essere colpiti da un fulmine entro l’anno è 1 su 350.000

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Da molte parti si continua a insistere per diffondere la cultura del cosiddetto gioco “responsabile”, per distinguerlo dal gioco d’azzardo cosiddetto “patologico”. Per capirci meglio, è opportuno fare una importante premessa.

Stai giocando d’azzardo ogni volta che rischi di perdere denaro o altri beni e quando perdere o vincere è deciso dal caso. Sono perciò giochi d’azzardo i biglietti delle Lotterie, Gratta e Vinci, Lotto, Bingo, Poker e BlackJack, Scommesse sportive e Schedine varie, Superenalotto, Slot Machine e Videolotterie, Giochi a soldi in Internet (Scommesse, Poker, Gratta e Vinci, ecc.), speculazioni sulle azioni di borsa, giochi a soldi con Dadi, Scommesse sugli esiti di partite di Biliardo o su altri giochi di abilità, e altri…
Sono invece giochi salutari quelli di competizione o di crescita personale che non dipendono dal caso e dove sono importanti le capacità e l’esperienza personali (scacchi, dama, giochi matematici e di intelligenza, indovinelli, cruciverba, rebus, giochi cooperativi, sport vari - senza doping! -, ecc.). Il gioco vero è quello con regole chiare e che ti dà piacere, ti rende e ti fa sentire consapevolmente libero, non ti premia con beni o danaro ma con la naturale leggerezza, gioia e soddisfazione del puro giocare (pensa al giro girotondo o ai giochi di ruolo di quando eri bambino).

Il gioco d’azzardo non ti fa mai sentire libero, né consapevole, anche se ti illudi di esserlo. Se fossi veramente consapevole, non giocheresti affatto, neanche una volta, neppure un centesimo. Qualsiasi tipo di gioco d’azzardo, in qualsiasi fase (all’inizio, quando ti illudi di diventare ricco o ad un certo punto, quando stai perdendo soldi fino a rimanere “al verde”), è un comportamento dannoso per la tua salute, in primo luogo per le tue tasche. Non importa quante volte giochi e quanto giochi: importa il fatto che, alla fine, perdi comunque (soldi, salute fisica e mentale, lavoro, tempo, amicizie, affetti, libertà, reputazione).
Il banco vince sempre: nessuno regala denaro. Non fare il pollo. Se non giochi, non perdi. L’unico metodo per vincere è tenerti i tuoi soldi. Ogni giocata è imprevedibile (il caso non ha memoria e la fortuna è solo un pensiero magico), è indipendente da quella precedente, non è influenzabile dalle capacità o esperienza personale. Il gioco d’azzardo è l’unica attività umana in cui l’esperienza non serve.

È matematicamente impossibile che un giocatore che giochi in modo ripetitivo recuperi il denaro perso. La distorsione del pensiero deriva da singole vincite che alimentano la speranza di rifarsi. Più si gioca, più ci si avvicina alla distribuzione di probabilità impostata dal produttore, che ovviamente è a vantaggio suo e non di chi gioca. La probabilità di fare 6 al Super Enalotto è di 1 a 622 milioni. La probabilità di essere colpiti da un fulmine entro l’anno è 1 su 350.000. La probabilità che l’asteroide 99942 Apophis colpisca la Terra attorno al 2036 (con conseguenze catastrofiche che porterebbero alla fine della vita sul nostro pianeta) è calcolata a circa 1 su 40.000. Ci sono quindi molti eventi che consideriamo poco probabili nella vita di ogni giorno che sono ben più probabili che vincere al gioco d’azzardo.

Soprattutto negli ambienti scientifici, o sedicenti tali, si continua a definire il gioco d’azzardo “patologico” quando ormai si è arrivati alla disperazione attraverso un processo lento, per fasi: inizi con una fase vincente, per poi scivolare lentamente e inconsapevolmente verso fasi in cui resti sempre più invischiato.

In realtà, non ci vuole molto per capire che qualsiasi quantità di denaro o di tempo o di salute persa a causa del gioco d’azzardo rappresenta comunque un danno, in ogni caso. È ovvio che se hai perso tutto il denaro della tua famiglia (con bugie, sotterfugi, furti, truffe, debiti, denunce e processi in Tribunale, depressione, ansia, litigi, separazioni, tentato suicidio e quant’altro), stai sicuramente peggio di quando, all’inizio della tua sciagurata avventura nelle tabaccherie, nei bar, nelle sale da gioco o davanti al computer, ti appassionavi per le tue piccole vincite e sognavi di diventare il più ricco, perché ti sentivi il più furbo… Non avevi scoperto il “sistema” giusto per fregare il banco. Stavi purtroppo lasciandoti ipnotizzare da una bufala madornale e da una illusione pericolosa e dannosa.

La bufala l’avevano ben architettata gli inventori, i titolari e i gestori della slot-machine (che letteralmente vuol dire “macchina mangiasoldi”) e del lotto, gratta e vinci e similari, con la complicità “irresponsabile” e cieca dei Governi nazionali e la superficialità di una parte del mondo scientifico.

L’illusione è stata ben lavorata, piano piano, senza che tu te ne accorgessi, dal tuo comportamento (quando ti recavi a giocare) e dai tuoi pensieri intorno al gioco, sino a trasformare il tuo cervello, la parte più importante del tuo corpo, e farlo diventare il tuo più grande nemico. In poche parole, ti stai rovinando e stai rovinando la vita dei tuoi cari, ma chissenefrega (neanche te ne rendi conto …).

Per aumentare la tua consapevolezza, ecco alcune domande per aiutarti a capire se il tuo giocare rappresenta un problema. 

Ti ritrovi frequentemente a pensare al gioco? Stai perdendo denaro? Stai giocando mentre avresti dovuto fare altre cose? Hai pensato che dovresti smettere di giocare? Qualcuno ti ha detto che dovresti smettere? Ti senti un po’ stupido o in colpa per il fatto di giocare? Pensi di avere qualche problema a causa del gioco?

Se hai risposto Sì anche ad una sola di queste domande, la tua situazione personale presenta evidenti elementi problematici legati all’azzardo. Ti consiglio vivamente di rivolgerti ad una delle strutture pubbliche o ai gruppi di auto aiuto presenti sul tuo territorio.

Adelmo Di Salvatore, Psichiatra e Psicoterapeuta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.