Serre «intelligenti» che producono sia elettricità che colture alimentari

Un nuovo tipo di pannelli solari può esaudire un doppio dovere: generare elettricità e contribuire ad ottimizzare la fotosintesi nelle piante sotto di esso

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09 Dicembre 2017

Normalmente, scegliere di mettere dei pannelli solari sul tetto di una serra non è un'idea brillante, visto che i pannelli bloccano i raggi del sole, impedendogli di arrivare alle piante. Ora, però, una società nata dalla University of California, Santa Cruz ha sviluppato una nuova tecnologia che consente alla luce del sole di passare attraverso i pannelli, cambiando anche il suo colore per migliorare la crescita delle piante e la salute vegetale. 

I pannelli solari LUMO di Soliculture, sono in grado, quindi, non solo di generare elettricità in modo efficiente e a costi inferiori rispetto ai sistemi fotovoltaici convenzionali, ma non influenzano negativamente la crescita delle colture, lavorando invece al fine di aumentare le rese di alcune piante e ridurre l'utilizzo di acqua.

Questi pannelli sono sistemi fotovoltaici selettivi di lunghezza d'onda che presentano strette strisce fotovoltaiche che assorbono alcune delle lunghezze d'onda blu e verdi della luce del sole mentre convertono una parte della luce verde nella luce rossa che ha la massima efficienza nella fotosintesi nelle piante. Inoltre, essi hanno un costo basso, che si dice sia di circa il 40% in meno rispetto ai pannelli solari convenzionali.

Questa tecnologia potrebbe avere un impatto ambientale molto importante, portando a una «decarbonizzazione» del sistema di produzione del cibo. Le serre, infatti, usano molta energia elettrica per alimentare ventilatori, sensori e apparecchiature di controllo e, visto che la produzione in serra non fa che aumentare, agire per rendere queste costruzioni autosufficienti sarebbe un bel colpo positivo per l'ambiente.