A Parigi, arte e architettura per sostenere l'accoglienza

Nella capitale francese sono state proposte delle costruzioni modulari simili a lanterne da sistemare sotto alcuni ponti della metro per dare rifugio ai migranti

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Lo studio di design 1week1project ha proposto un modo creativo per affrontare la crisi dei rifugiati in corso a Parigi, dove si stima che migliaia di persona non abbiano alloggi in cui poter dormire in maniera serena. Il progetto si chiama «Illumine Paris!» e consiste in una serie di rifugi modulari simili a lanterne che potrebbero fornire alloggi temporanei sotto i ponti della capitale.

Costruite con materiali riciclati, queste strutture cilindriche potrebbero anche essere utilizzate per altri scopi – dalla vendita al dettaglio fino a uno spazio performativo – e inoltre illuminerebbero la città di notte, rendendola ancora più attraente.

Anche se è ancora nella fase ideativa, «Illumine Paris!» è un'idea davvero interessante, che mira a riqualificare le aree meno utilizzate delle città per renderle spazi funzionali, artistici e adattabili, in particolare si parla delle aree al di sotto della linea metropolitana che, se non utilizzate in questa maniera, rimangono assolutamente vuote. Inoltre, c'è da mettere in conto anche il messaggio politico di accoglienza che mai come in questi mesi sta davvero mancando: è importante che l'approccio di una città e di un popolo sia di assistenza e di creatività, che ogni cosa faccia parte di un tentativo di inclusione – in questo senso è molto interessante che questi spazi possano essere ugualmente usati sia dai parigini che dai rifugiati.

Le lanterne sono fatte di una tela di polipropilene trasparente riciclata che viene avvolta attorno a un tubo di bambù a spirale elicoidale di 4 metri di larghezza e 7 metri di altezza. Una corda legata al centro del telaio modulare può essere legata per ancorare la struttura al pavimento.

I progettisti ritengono che questo progetto possa essere utilizzato per una programmazione diversificata, visto che, come detto prima, se ne possono ricavare diverse cose: alloggi temporanei, spazi di coworking, lampade per illuminare spettacoli e manifestazioni, bagni pubblici, negozi e tutto quello che può venire in mente alle persone e all'amministrazione cittadina.