Allenamento brucia grassi? Ecco i consigli del coach

Vi allenate a casa e avete voglia di un workout che vi faccia bruciare e sudare il più possibile?

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26 Dicembre 2017

Sieta stanchi degli esercizi a corpo libero e pensate sia l’ora di acquistare un attrezzo che veramente vi faccia sentire la differenza?

Abbiamo già spiegato che cos’è il kettlebell: una palla di ghisa con maniglia, utile, economico e poco ingombrante, perfetto anche per chi vuole iniziare un allenamento efficace, tra le mura domestiche. Ne parliamo con il personal trainer romano, istruttore di fitness e kick boxing, Bruno Amore .

“Il kettlebell è un ottimo strumento per raggiungere intensità e carico a circuiti metabolici: un attrezzo che consiglio, proprio perché molto versatile. Da solo è in grado di permettere lo svolgimento di tantissimi esercizi. Inoltre, è adatto a lavorare tutti i principali gruppi muscolari del corpo. Questo ci permetterà di bruciare più calorie, tonificando al tempo stesso i muscoli e sviluppando schemi motori funzionali”, dice l’allenatore.

Ecco, dunque, come propone il nostro coach, un circuito Tabata che coinvolge tutto il corpo, da eseguire ovunque vogliate, a casa, in spiaggia, o al parco. Veloce e adatto anche ai principianti.
“Il protocollo Tabata (presentato in questo articolo) dà la possibilità di svolgere un’attività veloce in termini di tempo, intensa, sfruttando meccanismi aerobici e anaerobici, e capace, dunque, di migliorare le nostre capacità metaboliche”, spiega l’istruttore.

Afferriamo il nostro kettlebell e partiamo, quindi, con quattro semplici esercizi, alternando 20 secondi di attività a 10 di recupero, per 8 volte. Scegliamone uno da pochi chili: pian piano che ci alleniamo e miglioriamo l’esecuzione degli esercizi, possiamo aumentare leggermente il carico.
“Come primo esercizio, attiviamo la parte inferiore del nostro corpo con un golblet squat. Afferrando il kettlebell al petto, tra le mani, assumiamo una posizione in cui i piedi si troveranno circa all’altezza delle spalle, con le punte rivolte verso l’esterno. Gambe distese, schiena dritta, sguardo in avanti, glutei e addome contratti” – illustra il coach.

Nella fase discendente teniamo la schiena in posizione neutra, evitando di sbilanciarci verso la punta dei piedi. Risaliamo, spingendo verso l’esterno le ginocchia, per mantenerle allineate con le punte dei piedi, salendo senza portare avanti le ginocchia.
Dopo i 10 secondi di riposo, proseguiamo con un lento avanti, attivando così spalle, deltoidi e, in parte, anche il petto. “Da una posizione eretta, con le gambe divaricate all’altezza delle spalle, afferriamo il kettlebell al petto. Spingiamolo con le braccia oltre la testa per poi riportare il peso alla posizione di partenza. Teniamo le ginocchia lievemente flesse, la schiena dritta, lo sguardo rivolto in avanti, e l’addome sempre contratto”, descrive Bruno Amore.
Terminiamo con affondi alternati per le gambe, e tirate al mento.

“Per quest’ultimo esercizio, impugnando il kettlebell con entrambe le mani e con le braccia tese lungo il corpo, tiriamo l’attrezzo verso il mento. Solleviamo i gomiti fino a portarli all’altezza spalle. Distendiamo nuovamente le braccia e ripetiamo il movimento. Ognuno di questi movimenti va ripetuto due volte”, conclude l’istruttore.