La realtà virtuale può davvero aiutare le persone paraplegiche a camminare di nuovo?

Per molti i dispositivi di realtà virtuale sono da usare per gioco e divertimento: per le persone con disabilità, invece, potrebbero essere il futuro più reale che si possa immaginare

WhatsApp Share

Qualche anno fa, i pazienti paraplegici non avevano nessun tipo di possibilità per tornare a camminare, poi il Walk Again Project (WAP) – una associazione di ricerca internazionale no-profit – ha iniziato a studiare un modo per creare un'interfaccia cervello-macchina che potesse controllare un esoscheletro robotico ed è così che il ventinovenne paraplegico Juliano Pinto, nel 2014, ha dato il via ai mondiali di calcio in Brasile. 

Questo studio cerca di utilizzare la realtà virtuale per aiutare i pazienti paraplegici a ritrovare una sensazione parziale e un controllo muscolare a carico dei muscoli degli arti inferiori. Lo studio si svolge dal 2013 su otto pazienti e, secondo quanto pubblicato tutti i partecipanti stanno ottenendo risultati positivi. Una notizia davvero importante se si pensa che tutti i pazienti, all'inizio dello studio, non sentivano lo stimolo di nessuna sensazione e avevano zero controllo muscolare delle gambe, mentre adesso alcuni hanno anche imparato a controllare le funzioni della vescica e dell'intestino per la prima volta dopo anni. Anche se nessuno dei pazienti può ancora camminare da solo, senza assistenza, una donna riesce a farlo con un deambulatore, delle bretelle, e l'aiuto di un terapeuta, dopo 13 anni di paralisi: il suo successo è quello che dà più speranza.

Utilizzando Oculus Rift, un dispositivo che si compra facilmente, i ricercatori hanno lavorato sul fatto che il cervello dei pazienti non rivelava nessun segnale quando gli veniva chiesto di immaginare di camminare, non c'era nessuna modulazione dell'attività cerebrale, come se il cervello avesse cancellato il concetto di movimento: la realtà virtuale ha permesso al cervello di entrare in un mondo controllato dalla loro mente in cui i pazienti facevano muovere l'avatar di se stessi.

Lo studio sta andando avanti con l'aiuto degli esoscheletri, l'auspicio è che questi esperimenti possano davvero cambiare la vita dei pazienti paraplegici.