Una piccolissima nazione alimentata dalle alghe

Liberland, ovvero lo stato senza tasse nato tra la Serbia e la Croazia, potrebbe essere il primo Paese al mondo a «nutrirsi» energeticamente di alghe

WhatsApp Share

Liberland è la più giovane nazione del mondo e si trova in Europa, sul Danubio: è stata fondata da Vit Jedlička, un euroscettico della Repubblica Ceca. Si tratta di un'area di 7 Km quadrati che, a quanto pare, sarà alimentata grazie alle alghe. 

Proprio sulle alghe, infatti, si basa la proposta che ha vinto il concorso di progettazione che aveva coinvolto architetti e urbanisti con la sfida di rendere energeticamente autonoma una micro-nazione che affonda i suoi principi proprio sull'autonomia e sulla libertà di se stessa e dei suoi cittadini futuri.

È stato la studio RAW-NYC Architects a presentare il progetto migliore con un design profondamente verde della città-stato, basato su un accumulo verticale di strati orizzontali – ovviamente impilabili – che servono ad accogliere l'espansione della popolazione.

Si chiama Inverted Archaeology questa tecnica innovativa che costruisce la città-stato a strati temporali consecutivi per creare una maglia urbana autosufficiente, compatta, integrata e resistente. Per ottenere la massima efficienza dal sito e mitigare un po' l'inquinamento che di certo verrà creato visto che ci saranno emissioni di gas da parte delle auto, RAW-NYC ha puntato sulle alghe che, non richiedendo molta luce solare per proliferare, vengono fatte crescere sul lato inferiore degli edifici per fornire una fonte di energia pulita.

Il presidente di Liberland ora procederà a uno studio di fattibilità per capire se il progetto è davvero realizzabile per poi lanciare un paesaggio virtuale in 3D con modelli di edifici che aiuteranno le persone a scegliere un posto in cui vivere e sul quale investire.
Oltre alle alghe, ci sarebbero pannelli fotovoltaici integrati, sistemi di raccolta dell'acqua piovana, parchi progetti per accogliere le piene del Danubio, orti urbani e tetti verdi: nulla andrebbe sprecato – né lo spazio né i materiali – grazie al riciclo di tutto, compresi i rifiuti umani, agricoli e biologici, che verrebbero trasformati in biocarburante.

Insomma il team RAW-NYC ha utilizzato ogni dispositivo disponibile per immaginare un'oasi urbana sostenibile, a rifiuti zero, che possa resistere di fronte alle numerose sfide economiche, ambientali e sociali che la aspettano.