Tute antimicrobi proteggeranno gli atleti alle olimpiadi di Rio

Un ingegnere tessile ha trovato una soluzione per proteggere gli sportivi senza interferire con le loro prestazioni

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Continuano a saltare fuori sempre nuove problematiche che fanno sembrare Rio tristemente impreparata per i Giochi Olimpici del 2016 – il Brasile ha riferito di liquami in mare, la polizia ha denunciato parti del corpo umano rinvenute su una spiaggia e i ricercatori hanno trovato nelle acque super-batteri resistenti ai farmaci. 

Una di queste problematiche è stata affrontata da un ingegnere tessile della Philadelphia University che ha progettato un abbigliamento specifico anti-microbi come strumento di sicurezza per dare un aiuto a fare ancora un passo in avanti verso i Giochi. Si chiama Mark Sunderland, questo ingegnere, e le sue tute per i rematori olimpici sono molto leggere, in quanto pensate per non interferire in alcun modo con le prestazioni degli atleti.

Ovviamente, la caratteristica principale di questo abbigliamento rimane la finitura anti-microbica che permetterà agli atleti di competere nelle acque contaminate senza troppi rischi: questa finitura è stata lavorata a mano nelle tute, per offrire un ulteriore livello di protezione.

Inoltre gli abiti sono anche eco-friendly: il processo per produrli non genererà nemmeno un grammo di rifiuti. Sarà la società Boathouse Sports – fondata dall'ex vogatore olimpico John Strotbeck III – a fornire agli atleti gli abiti, in tempo per le Olimpiadi.

Non si può urlare alla soluzione miracolosa perché comunque la tuta non protegge completamente gli atleti dalla possibile contaminazione nelle acque del Brasile: mani e volti potrebbero comunque entrare in contatto con l'acqua inquinata, ma è già qualcosa.
Vedremo cos'altro succederà prima di agosto.