Sc(Hi)acciaDCA, l’app che combatte anoressia e bulimia

La chat si è dimostrata lo strumento più importante per intercettare le richieste di aiuto

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Si chiama Sc(Hi)acciaDCA l’applicazione creata dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (CDCA) della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo per dare un supporto a persone che hanno un problema alimentare e ai loro familiari.

Nei primi otto mesi di attività si contano oltre 2 mila download, 607 utenti registrati, 471 messaggi pervenuti via chat e 195 persone raggiunte.

Il 92,32% degli utenti sono donne e nel 94,36% dei casi ad aver utilizzato la chat sono state le persone direttamente interessate, che hanno chiesto aiuto per risolvere il loro personale disturbo. Ma c’è anche chi ha chiesto aiuto per altre persone: le madri (spesso per le figlie), le amiche ma anche gli amici (le domande sono arrivate soprattutto da utenti maschi), le sorelle, i nipoti. Sono stati usati tutti gli strumenti proposti dalla app: i test, il Diario personale, utilizzato in forma privata, e la Chat, che si è dimostrata lo strumento più importante per intercettare le richieste di aiuto. Gli esperti hanno così risposto a dubbi alimentari, talvolta dettati da pregiudizi, e a richieste d’informazioni (sull’accesso al servizio, sui diversi servizi e percorsi disponibili), ma hanno anche garantito sostegno e orientamento rispetto a problemi di tipo alimentare, legati alla sfera corporea, al ritiro sociale e al peso.

Accedere ai servizi dall’app è estremamente semplice: bastano un nickname e un’e-mail per la conferma della registrazione. Non vengono richieste ulteriori informazioni, come provenienza o età, per garantire il massimo livello di privacy e tutela dei propri dati personali. Inoltre, oltre all’app, sono disponibili anche il sito web www.schiacciadca.it e la pagina Facebook @dcaistpalazzolo, social network su cui la campagna ha già raggiunto oltre 49.000 persone in tutta Italia.

Sc(Hi)acciaDCA – realizzata grazie al progetto “Digital for Social” di Fondazione Vodafone – si è dunque rivelata un canale per raggiungere gli adolescenti, sempre più spesso vittime di questi disturbi, e le loro famiglie.