Riusciremo mai a comunicare con gli alieni?

Gli uomini hanno cercato di comunicare con eventuali vite presenti nello spazio per decenni: quanti progressi sono stati fatti?

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La prima volta che abbiamo spedito un messaggio verso le stelle è stato il 19 novembre 1962: era in codice Morse. È stato inviato dall'Evpatoria Planetary Radar a Venere. Cosa abbiamo detto? «MIR», la parola russa che vuol dire sia «mondo» che «pace». Ma non solo: dopo qualche giorno, il 24 novembre, abbiamo scritto anche «LENIN» e «SSSR» (ovvero il leader della Russia e l'abbreviazione per l'Unione Sovietica). Ovviamente, non abbiamo ottenuto risposta.

Più tardi, nel 1999, un team guidato da Alexander Zaitsev, un membro della Search for Extraterrestrial Intelligence (SETI) spedì il messaggio Cosmic Call 1 a quattro vicini soli dal radiotelescopio Yevpatoria RT-70 in Crimea – il suo sistema di messaggistica è noto come Messaging to Extraterrestrial Intelligence (METI).

Messaggi analoghi sono stati successivamente inviati negli anni successivi, ma in risposta abbiamo sentito ben poco – infatti qualcuno ha soprannominato l'universo «il grande silenzio». Particolarmente interessante è stato un segnale radio a banda stretta arrivato dallo spazio e rilevato dal radiotelescopio Big Ear della Ohio State University nel 1977: ma «The Wow! Signal», così è stato chiamato, era molto probabilmente causato dalle comete. Poi ce ne sono stati altri, ma meno noti e meno rilevanti.

Questi tentativi hanno scatenato un acceso dibattito nella comunità scientifica, soprattutto riguardo a due aspetti della comunicazione con gli alieni: come inviamo il messaggio e cosa diciamo. Finora i principali mezzi utilizzati sono stati i segnali radio, ma gli sforzi futuri cercheranno di aggiornare questo sistema, utilizzando le tecnologie più sofisticati che possediamo oggi, o magari passando ai laser: Quel che c'è di certo è che il METI ha scelto il suo prossimo obiettivo: Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro sole.
Non conoscendo le tecnologie, le culture e le possibilità di comunicazione degli alieni, non è possibile prevedere cosa potrà succedere se un nostro messaggio dovesse essere veramente captato: c'è chi dice che non bisogna avere paura, come Carl Sagan, che ha scritto che «Nel lungo periodo, le civiltà aggressive si distruggono, quasi sempre», o chi, come Stephen Hawking ritiene che «se alieni dovessero mai farci visita, succederebbe quello che è successo quando Colombo sbarcò in America: le cose non sono andate bene per i nativi americani».

Non ci resta che aspettare e avere fiducia.