Nel mare, entro il 2050, ci sarà più plastica che pesce. Ecco cosa fare nel nostro piccolo per cambiare

La plastica è un problema e se ne ricicla solo una minima parte nel mondo

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Secondo una ricerca del World Economic Forum, dal 2050, i mari di tutto il mondo rischieranno di essere popolati più da materie plastiche abbandonate che da pesci.

Questo ovviamente se non cambieremo i nostri stili di vita. La plastica ormai è un materiale presente ovunque, soprattutto negli imballaggi. Materiale che viene buttato: un dato che significa valore economico perso e soprattutto inquinamento.

In mare finirebbero 8 milioni di tonnellate di plastica ogni anno dato che solo il 14% degli imballaggi viene riciclato. Per avere un’idea più concreta, è come se un camion della spazzatura gettasse un carico di plastica in mare ogni minuto.

Come cambiare questo processo? Il riciclo è importante, ma bisogna anche saper arrivare alla radice del problema: il rifiuto non va proprio creato! In molti casi basterebbe poco, pensiamo a quanto packaging inutile ricopre i prodotti che compriamo ogni giorno.

Prendiamo esempio da questa ragazza che conduce una vita a ‘rifiuti zero’.

Vediamo un caso concreto, una piccola scelta che può farci risparmiare plastica: il detersivo alla spina. Pensate a quanti flaconi si utilizzano ogni anno.

Pensiamo anche all’acqua: molti comprano le bottiglie perché amano l’acqua frizzante, ma si può metterla in tavola anche senza consumare tutta quella plastica. Ad esempio sistemi come Sodastream consentono di rendere gasata la normale acqua del rubinetto.

Così facendo si evitano lo spreco e il trasporto di inutili carichi di pesanti bottiglie.

Esistono anche degli imballaggi ‘auto conservanti’, che sono biodegradabili e riducono il bisogno di conservanti contribuendo alla diminuzione delle allergie