Messico, primo paese in via di sviluppo a parlare di tagli alla Co2

Fa notizia la scelta del Messico, primo paese in via di sviluppo a promettere tagli alle emissioni. Molti paesi economicamente più 'sviluppati' latitano

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Tra i paesi in via di sviluppo i Messico è il primo a promettere formalmente un taglio alle emissioni di gas serra. Il picco è atteso per il 2026, ma poi dovrebbero diminuire fino al 2030 e segnare un - 25%.

Le Nazioni Unite hanno spinto affinché gli stati presentassero entro il 31 marzo un piano formale sul taglio delle emissioni, documento fondamentale nel cammino verso la conferenza sul clima che si terrà a Parigi in dicembre, nella quale si dovrebbe giungere a un accordo sul clima. Purtroppo quasi tutte le nazioni hanno mancato l'appuntamento di fine marzo: fino ad ora sono stati consegnati solo i documenti del Messico, dell'Unione Europea, della Svizzera e della Norvegia, agli USA, alla Russia. Grandi assenti Cina, Brasile, India e Giappone.

Il piano messicano prevede la riduzione dei gas serra e il dimezzamento della produzione di carbone nero, che viene creato bruciando legno, diesel e altri combustibili. 

La presenza di una nazione in via di sviluppo è significativa perché fino ad ora si era assistito a un conflitto tra le nazioni più ricche, che inquinando da più tempo e ora cercano di riconvertirsi all'economia verde e i paesi più poveri, che hanno iniziato a svilupparsi negli ultimi anni e hanno alti tassi di inquinamento.

Per questo l'obiettivo del Messico, ambizioso ma allo stesso tempo realizzabile, può rappresentare un modello anche per gli altri paesi emergenti.

Il Messico ha deciso di puntare anche sull'eolico e investire 14 miliardi di dollari nell'energia del vento: nuovi parchi eolici sorgeranno entro il 2018. Ad annunciare l'esperimento è il ministero dell’Energia messicano, Pedro Joaquin Coldwell, che afferma che l’impegno del Governo sarebbe quello di triplicare la capacità installata, passando dagli attuali 2.5 GW circa, a 9.5 GW.

a.po