La classifica degli alimenti che sprechiamo di più

Sprechiamo ancora troppo cibo, ma non mancano delle idee brillanti per contrastare il fenomeno

WhatsApp Share

Purtroppo molto cibo finisce nella spazzatura senza essere consumato, un segnale negativo sia per chi nel mondo ne ha bisogno, sia per l’ambiente: significa maggiore impatto ambientale e sfruttamento del territorio senza motivo.

Nel nostro paese, in cima alla classifica dello spreco troviamo frutta, insalata, verdura e pane. Lo spiega l’Osservatorio Waste Watcher (Last Minute Market /Swg) annunciando la classifica (waste parade) dei cibi più sprecati in Italia.

"Ammonta a 145 Kg il cibo buttato ogni anno a famiglia per un costo di 360 euro - afferma Andrea Segrè, fondatore di Last Minute Market - ma c'è una evoluzione positiva. Secondo gli ultimi monitoraggi, il 22% dei cittadini mette in atto comportamenti virtuosi di prevenzione e rispetta l'ambiente, e il 57% dimostra fattiva attenzione alla questione”.

Oltre alle nostre scelte personali a monte, potremo presto combattere lo spreco grazie a degli imballaggi che allungano la vita dei prodotti. Infatti, grazie al cartone e a una speciale miscela di oli essenziali, possiamo allontanare la data di scadenza.

Il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell’Università di Bologna, in collaborazione con il consorzio Bestack, ha sperimentato un packaging in grado di allungare la shelf life di alcuni prodotti ortofrutticoli.

“All’imballaggio di cartone ondulato - spiega Rosalba Lanciotti, alla guida del team che ha condotto la ricerca - si aggiunge una soluzione concentrata di oli essenziali naturali, oggetto del brevetto, per combattere la marcescenza di frutta e verdura prima che il prodotto venga confezionato, rendendo così attivo l’imballaggio stesso”.

Il brevetto, si apprende dall’Adnkronos, è pronto per essere lanciato.

Anche sul fronte digitale è aperta la battaglia contro lo spreco: perché buttare cibo quando si potrebbe venderlo, magari a prezzo ribassato? È il concetto alla base di una app chiamata “Too good to go”, in italiano “Troppo buono per andare sprecato”.