Cotone sostenibile sempre più di moda, l’indagine del WWF

Alcuni grandi marchi stanno puntando sul cotone bio, i dati lo confermano, ma non è ancora abbastanza

WhatsApp Share

Dietro all’industria della moda si nasconde un ciclo di produzione, di inquinamento e di consumo di risorse notevole.

Specie la “fast-fashion” dei grandi marchi a basso prezzo causa un utilizzo spropositato di materiale e una produzione enorme di rifiuti, dato che i capi a basso costo, e quindi a bassa qualità, a volte durano giusto una stagione… E, come ricorda Greenpeace, c'è anche la questione dell'utilizzo di sostanze tossiche nella produzione di capi d'abbigliamento.

Una buona notizia, diffusa da WWF, è l’aumento dell’uso del cotone proveniente da piantagioni sostenibili da parte di grandi aziende internazionali. Ma accanto alle eccellenze ci sono brand che registrano progressi non ancora sufficienti e molti altri che non badano alla sostenibilità. Il quadro emerge dal rapporto "Sustainable Cotton Ranking 2017", realizzato dal Pesticide Action Network UK insieme a Solidaridad e Wwf.

Nella ricerca si sono prese in esame 75 tra le maggiori aziende che utilizzano cotone. Al primo posto della classifica c'è il colosso dell'arredamento Ikea, seguito dalla catena tedesca di caffetterie Tchibo, nota per le offerte settimanali di abbigliamento, elettronica e oggetti per la casa, e dalla multinazionale britannica d'abbigliamento Marks & Spencer. Seguono il brand dell'abbigliamento olandese C&A e quello svedese H&M.

Oltre alle prime cinque, troviamo otto aziende definite "sulla buona strada", tra cui Adidas, Nike e Levi's, e 18 brand che hanno iniziato un percorso di sostenibilità.
Purtroppo la maggior parte delle società analizzate (44) non è ancora attiva su questo fronte ambientale.

Secondo i dati, sono cresciute le aziende impegnate sul tema rispetto al 2016, ma soltanto 11 imprese sono effettivamente in linea per il raggiungimento del 100% di cotone sostenibile entro il 2020. Purtroppo l’utilizzo di cotone sostenibile risulta ancora relativamente basso.