Una campagna a lungo termine per la plastica

National Geographic lancia una serie di iniziative e impegni che possono aiutare il pianeta a tutelarsi dalla plastica

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Quella contro la plastica è una battaglia dura che va combattuta a diversi livelli: ovvero sia da un punto di vista fattivo – con l'impegno quotidiano per il riciclo, la differenziata, le azioni di pulizia di vario genere – sia dal punto di vista della sensibilizzazione della gente al tema. Magari si dovrebbe cercare qualche figura, qualche personaggio, qualche causa specifica di impatto per avere un bacino più ampio di ascolto – come per esempio si è fatto con la terza maglia del Manchester United, che l'Adidas ha realizzato con la plastica proveniente dall'oceano (qui mettere il link all'articolo che parla di questo – è in questa stessa tranche).

Fortunatamente, il National Geographic sta facendo proprio questo con il lancio dell'iniziativa Plastic or Planet, per la quale ha creato una piano pluriennale serio, che comprende campagne educative, impegno dei consumatori e iniziative di ricerca, nonché un impegno aziendale per la revisione e quindi la riduzione della dipendenza dalla plastica monouso all'interno dell'organizzazione.

Un'iniziativa che è davvero sopra la media rispetto a quello che sono di solito le mosse di responsabilità aziendale.

Un primo segnale di cambiamento saranno gli abbonati che, negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in India, inizieranno a ricevere le loro riviste avvolte nella carta e non nella plastica – in tempi strettissimi, praticamente subito (mentre tutti gli altri abbonati del mondo vedranno succedere lo stesso entro la fine del 2019).

Speriamo che funzioni e che sia di buon esempio per tutti quelli che amano le iniziative di racconto del mondo di questa azienda, che si muove tra documentari e scienza educandoci alla natura.
Viva la National Geographic.