Rischio pesticidi nei corsi d'acqua

Unl Rapporto Ispra rivela che la vendita di pesticidi è in calo ma la loro presenza è diffusa nelle acque di fiumi, laghi e falde.

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La vendita di pesticidi è in calo, ma la buona notizia è accompagnata dall'allarme di una presenza massiccia di queste sostanze nelle acque di fiumi, laghi e falde idriche. A rivelarlo è l'ultimo Rapporto nazionale “Pesticidi nelle acque” realizzato dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) sulla base dei dati forniti da Regioni e Agenzie regionali.

I pesticidi, usati soprattutto in agricoltura, avrebbero invaso acque superficiali e sotterranee: 175 le sostanze trovate dagli esami effettuati nel biennio 2009-2010 (27.995 campioni per 1.208.671 misure analitiche). Erbicidi, fungicidi e insetticidi, tutte sostanze chimiche di cui, sottolinea l'Ispra, “non si conoscono adeguatamente gli effetti, per l'assenza di dati sperimentali”.

Le concentrazioni misurate sono, scrive l'Istituto nel Rapporto, “spesso basse ma la diffusione della contaminazione è molto ampia”: sono stati trovati pesticidi nel 56,9% dei punti di monitoraggio delle acque superficiali. Di queste, il il 17,2% “presenta concentrazioni superiori ai limiti di qualità ambientali” (che è di 33,7% per l'acqua potabile). Pesticidi sono stati rilevati anche nel 31% dei punti di monitoraggio delle acque sotterranee con il 6,3% che supera i limiti di qualità.

Il luogo dove sono stati rilevati più punti contaminati è la zona della Pianura Padana e Veneta, ma ciò non vuol dire che si tratti per forza delle zone più inquinate. Ci sono Regioni, infatti, come la Calabria e il Molise, che non hanno inviato all’Ispra alcun dato.

Il Rapporto si può scaricare a questo indirizzo.