Emergenza idrica a Solofra: troppo tetracloroetilene in acqua

Nell’acqua di Solofra livelli di tetracloroetilene troppo alti, il sindaco vieta l’utilizzo a fini potabili e chiude le scuole

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Scuole chiuse oggi a Solofra e divieto di utilizzare l’acqua a fini potabili su tutto il territorio comunale. Continua l’emergenza idrica nella cittadina in provincia di Avellino, a seguito dei rilievi effettuati dall’Arpac che hanno evidenziato valori non conformi di tetracloroetilene. Il prelievo è stato effettuato dall’Agenzia Regionale Protezione Ambientale della Campania presso la Fontana dei Quattro Leoni, nella centralissima piazza san Michele e da lì il sindaco Michele Vignola ha immediatamente emesso un’ordinanza che vieta l’uso dell’acqua a fini potabili e di bere dalle fontane pubbliche fino a nuovo provvedimento. Le scuole sono rimaste chiuse sia sabato 11 che lunedì 13 gennaio in attesa di nuovi controlli e accertamenti. Solo qualche giorno fa una situazione analoga si era riscontrata nel vicino comune di Montoro.

Il tetracloroetilene è un prodotto chimico molto utilizzato nei cicli industriali e soprattutto nelle pulizie a secco di tessuti nelle tintorie e industrie di pulizia, nello sgrassamento dei metalli e del pellame. Dà all’acqua uno strano sapore di cloro e la normativa sulle acque potabili fissa un limite massimo di concentrazione pari a 10 microgrammi per litro. Solofra, va ricordato, è famosa per le sue concerie che le hanno fatto meritare l’appellativo di “Città della Pelle”.

Un’interessante opuscolo pubblicato da Arpa Piemonte (http://www.arpa.piemonte.it/approfondimenti/territorio/biella/siti-contaminati/inquinamento-da-tetracloroetilene) per informare i cittadini sui rischi legati alla presenza di tale composto nelle acque, riporta una recente indagine statistica secondo la quale l’utilizzo nazionale annuo di tetracloroetilene nelle lavanderie a secco è nell’ordine di 100.000 quintali, con un consumo stimato per lavanderia di circa 400 kg/anno.

 

Sugli effetti dell’ingestione di acqua contaminata da questo composto da parte dell’uomo purtroppo non esistono molti dati. Ma alcuni studi dimostrano effetti sul sistema nervoso, cardiovascolare e sul fegato. L’Agenzia nazionale per la ricerca sul Cancro lo ha classificato come ‘probabile cancerogeno umano’.

a.s. 

 

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