Uccidere i batteri con il tamarindo

Questo frutto tropicale potrebbe sconfiggere i batteri farmaco-resistenti

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Una ricerca brasiliana ha rivelato che il tamarindo (Tamarindus Indica) non è solo un frutto tropicale particolarmente gustoso, ma anche un efficace antibatterico.

In questo studio, pubblicato sulla rivista Pharmacognosy Research, i ricercatori hanno raccolto estratti idroetanolici da foglie di tamarindo e da foglie di manioca (Manihot esculenta) e li hanno testati contro diversi batteri patogeni.

Molte piante contengono sostanze fitochimiche, come tannini, terpenoidi, flavonoidi e alcaloidi, che hanno proprietà antimicrobiche. Porprio per questo, i ricercatori di tutto il mondo stanno testando gli estratti sulle malattie causate da batteri resistenti agli antibiotici, in particolare sullo Pseudomonas aeruginosa e sullo Staphylococcus aureus.

I composti fenolici sono principi particolarmente promettenti perchè possono interagire con proteine, lipidi e carboidrati.

Il tamarindo e la manioca sono comunemente usati nella medicina tradizionale grazie ai loro efficaci principi fitochimici. Per il tamarindo, i principi sono: l'acido ascorbico, il beta-carotene, i polifenoli e i flavonoidi.

I ricercatori hanno quindi testato l'estratto della pianta su quattro ceppi batterici patogeni, compresi gli isolati clinici di P. aeruginosa e tre ceppi di S. aureus resistenti alla meticillina.

Gli estratti di tamarindo hanno mostrato una significativa inibizione di tutti i ceppi batterici, mentre gli estratti di manioca erano efficaci solo contro il ceppo di P. aeruginosa. La scarsa attività antibatterica della manioca nei confronti dello S. aureus potrebbe essere attribuita al legame tra polifenoli e flavonoidi.